Complottismo da internauti. Mazzini è da rispettare e non da calpestare

giuseppe-mazziniLa larga diffusione di “ricerche documentate” che circolano su internet e si diffondono in maniera virale in pochissimo tempo, hanno vista la nascita di vaste schiere di “esperti tuttologi” ed hanno relegato i veri ricercatori storici a secondari studiosi che cercano di districarsi tra la miriade di finte verità che circolano in rete, e  che tentano di far emergere dalle polveri la vera documentazione archivistica ormai sempre di più difficile reperibilità. Un esempio lampante di quando andiamo ad affermare è il contenuto delle “presunte” (e mai viste) lettere tra Giuseppe Mazzini e Albert Pike. Ricordiamo che il Pike, morto a Washington il 2 aprile 1891, è stato un generale, avvocato, scrittore, nonchè massone americano, definito da molti il «papa della massoneria» e perfino una fonte a dir poco superficiale come Wikipedia lo categorizza così: “Pubblicò numerosi opuscoli per incitare alla battaglia contro il cattolicesimo romano ed il papato, e di portare avanti gli ideali della rivoluzione francese in Europa e nel mondo. È considerato da alcuni teorici del complotto, specialmente coloro influenzati dagli evangelici americani, uno dei principali ideatori del nuovo ordine mondiale.” Ma cosa si sarebbero precisamente detti Mazzini e Pike per fare tanto scalpore sul Web ? 

Queste “lettere” che nessuno ha mai visto (tranne l’autore di cui andremo a parlare) sarebbero conservate al British Museum, e più che l’interesse degli storici, hanno titillato l’interesse della folta schiera degli “studiosi del nuovo ordine mondiale” (argomento tutt’altro che banale) che con il loro ridicolo comportamento, tendono soltanto a generare una nebbiosa confusione, su quello che di veramente e palesemente complottista c’è nella Storia degli ultimi tre secoli: finanza capitalista e geopolitica imperialista.

Leggiamo alcuni passi di queste “lettere” riproponendo alcuni brani originali del testo tradotti in italiano e rinvenuti in rete (fonte):  “[ … ] La prima Guerra Mondiale doveva essere combattuta per consentire agli “Illuminati” di abbattere il potere degli zar in Russia e trasformare questo paese nella fortezza del comunismo ateo. Le divergenze suscitate dagli agenti degli “Illuminati” fra Impero britannico e tedesco furono usate per fomentare questa guerra. Dopo che la guerra ebbe fine si doveva edificare il comunismo e utilizzarlo per distruggere altri governi e indebolire le religioni. La Seconda Guerra Mondiale doveva essere fomentata approfittando della differenza fra fascisti e sionisti politici. La guerra doveva essere combattuta in modo da distruggere il nazismo e aumentare il potere del sionismo politico, onde consentire lo stabilimento in Palestina dello stato sovrano d’Israele. Durante la Seconda Guerra Mondiale si doveva costituire un’Intemazionale comunista altrettanto forte dell’intera Cristianità. A questo punto quest’ultima doveva essere contenuta e tenuta sotto controllo quando richiesto per il cataclisma sociale finale. Può una persona informata negare che Roosevelt e Churchill hanno realizzato questa politica? La Terza Guerra Mondiale dovrà essere fomentata approfittando delle divergenze suscitate dagli agenti degli Illuminati fra sionismo politico e dirigenti del mondo islamico. La guerra dovrà essere orientata in modo che Islam (mondo arabo e quello musulmano) e sionismo politico (incluso lo Stato d’Israele) si distruggano a vicenda, mentre nello stesso tempo le nazioni rimanenti, una volta di più divise e contrapposte fra loro, saranno in tal frangente forzate a combattersi fra loro fino al completo esaurimento fisico, mentale, spirituale ed economico. [ … ] Il 15 agosto 1871 Pike disse a Mazzini che alla fine della Terza Guerra Mondiale coloro che aspirano al Governo Mondiale provocheranno il più grande cataclisma sociale mai visto. Si citano qui le parole scritte dallo stesso Pike nella lettera che si dice catalogata presso la biblioteca del British Museum di Londra: “Noi scateneremo i nichilisti e gli atei e provocheremo un cataclisma sociale formidabile che mostrerà chiaramente, in tutto il suo orrore, alle nazioni, l’effetto dell’ateismo assoluto, origine della barbarie e della sovversione sanguinaria. Allora ovunque i cittadini, obbligati a difendersi contro una minoranza mondiale di rivoluzionari, questi distruttori della civiltà, e la moltitudine disingannata dal cristianesimo, i cui adoratori saranno da quel momento privi di orientamento alla ricerca di un ideale, senza più sapere ove dirigere l’adorazione, riceveranno la vera luce attraverso la manifestazione universale della pura dottrina di Lucifero rivelata finalmente alla vista del pubblico, manifestazione alla quale seguirà la distruzione della Cristianità e dell’ateismo conquistati e schiacciati allo stesso tempo!” [ … ] Quando Mazzini mori nel 1872 – prosegue ancora il Carr – nominò suo successore un altro capo rivoluzionario, Adriano Lemmi. A Lemmi più tardi sarebbero succeduti Lenin e Trotzkij. Le attività rivoluzionarie di tutti costoro vennero finanziate da banchieri inglesi, francesi, tedeschi e americani. Il lettore deve avere presente che i banchieri internazionali dì oggi, al pari dei cambiavalute dei tempi di Cristo, sono solo strumenti e agenti degli Illuminati. Mentre al grande pubblico era lasciato credere che il Comunismo è un movimento di lavoratori per distruggere il Capitalismo, gli ufficiali dei Servizi di Informazione inglesi e americani erano in possesso di autentica evidenza documentaria comprovante che capitalisti internazionalisti operanti attraverso i loro istituti bancari avevano finanziato entrambe le parti in ogni guerra e rivoluzione combattute dal 1776.

La “prova provata” riguardante le sopra menzionate affermazioni viene così giustificata: “Mazzini tratteneva una fitta corrispondenza col Pike: ai fini del nostro studio sono ben significative due lettere in particolare: quella che Mazzini inviò al Pike il 22 gennaio 1870 e quella del Pike a Mazzino datata 15 agosto 1871. Jean Lombard annota che questa corrispondenza si trova depositata negli archivi di Temple House, la sede del Rito Scozzese di Washington, ma off limits cioè di consultazione vietata; pur tuttavia la lettera di Albert Pike, scritta il 15 agosto 1871, venne una volta esposta alla British Museum Library di Londra. Là un ufficiale di marina canadese, il commodoro William Guy Carr (presente in veste di consulente per gli Stati Uniti alla Conferenza di San Francisco del 26 giugno 1945) poté prenderne conoscenza e pubblicarne un riassunto nel libro citato Pawns in the Game.”

Orbene, chiunque mastichi solo qualche minima nozione di storia, ben comprende che pare un pò “avventato” affermare che nel 1871 Mazzini e Pike potessero disquisire di Nazismo; al contempo, nel 1958, epoca in cui è stato scritto il libro, il problema Israeliano-Arabo era già ben chiaro a tutti anche prima della Guerra dei Sei Giorni, e ben prima del 1948.

La “documentazione” sopra riportata da Carr nel suo libro “Paws in the Game” (W. G. Carr, Pawns in thè Game, I cap., pp. 15 e 16) viene ripresa anche da Ephiphanius nel suo libro “Massoneria e sette segrete. La faccia occulta della storia”, testo che abbiamo più volte consultato. Tra l’altro il libro di Carr viene redatto nel 1958, ossia in piena guerra fredda e questa “consecutio segreta” tra Mazzini e Lenin/Trotzky la troviamo molto pittoresca ma nulla di più. Oltretutto l’ufficiale canadese concluderebbe la sua “analisi” con una interessante affermazione: “Mentre al grande pubblico era lasciato credere che il Comunismo fosse un movimento di lavoratori per distruggere il Capitalismo, gli ufficiali dei Servizi di Informazione inglesi e americani erano in possesso di autentica evidenza documentaria comprovante che capitalisti internazionalisti operanti attraverso i loro istituti bancari avevano finanziato entrambe le parti in ogni guerra e rivoluzione combattute dal 1776“; che la finanza internazionale abbia sempre finanziato i contendenti di una guerra è piuttosto notorio.

Un’altra “fonte” riporta il contenuto della “presunta lettera del 1870” e chiosa in maniera ancora più curiosa: “Mazzini aveva preso contatti col generale Albert Pike già negli anni 1860, quando il “sudista” ricopriva la carica di Presidente del Supremo Consiglio di Charleston per la Massoneria di Rito Scozzese Antico ed Accettato. «Le attività rivoluzionarie di Giuseppe Mazzini (anarchismo violento) avevano gettato una cattiva reputazione sul Grande Oriente. Pertanto, Mazzini propose una nuova organizzazione massonica, rigorosamente segreta, che non doveva mai essere menzionata nelle riunoni di Loggia, e neppure nelle congreghe costituite dai soli alti iniziati. Solo una limitata parte scelta di questi alti iniziati doveva essere messa al corrente di questo segreto». Per creare questa nuova organizzazione segreta, Mazzini si rivolse al Pike, inviandogli una lettera, datata 22 gennaio 1870, e citata (ndr “citata”) nel libro di Lady Queensborough, “Occult Theocracy”, in cui diceva: «Dobbiamo lasciare che tutte le Federazioni (massoniche) continuino come sono, con i loro sistemi, con le loro autorità centrali e i loro diversi modi di corrispondenza tra gli alti gradi dello stesso rito, organizzate come lo sono attualmente; noi invece dobbiamo creare un Rito Supremo, che rimarrà segreto, nel quale convocheremo quei massoni di alto grado che sceglieremo. Nei confronti degli altri fratelli nella massoneria dobbiamo esigere il più assoluto segreto. Attraverso questo Rito Supremo, governeremo sulla Massoneria che diventerà, così, il centro internazionale ancora più potente perché la sua direzione sarà sconosciuta». La scelta dei membri era alquanto semplice, come riferisce Domenico Margiotta: «Per reclutare gli adepti essi pianificarono di far uso di membri di altri riti, ma all’inizio vollero far affidamento principalmente sugli iniziati del Rito Scozzese Antico ed Accettato che erano già dediti all’occultismo». «Nel Palladismo erano ammessi, di preferenza, i Cavalieri Kadosch (30° del R.S.A.A.) o gradi equivalenti di altri riti. La gerarchia palladista aveva tre gradi: “Kadosch palladico”, “Gerarca palladico”, “Mago eletto”. Il Palladismo si collocava sopra i Supremi Consigli formati dagli esponenti del 33° grado del R.S.A.A. e, da tali posizioni, discendeva ai gradi inferiori per infiltrazioni successive». «Questa P2 ante litteram si chiamava “Nuovo e Riformato Rito Palladiano” o “Nuovo e Riformato Palladium”. Mazzini ne era l’anima politica, lasciando allo squilibrato Pike le fumisticherie simboleggianti e magiche, le formalità e i codici. Quello che Mazzini e Pike avevano riesumato era il mostro millenario della degenerazione gnostica». Così lo descrive il Margiotta (Domenico Margiotta, “Ricordi di un 33”, Delhomme e Briguet, Editori, Parigi settembre 1895): «(…) il Palladismo è essenzialmente un rito luciferiano. La sua religione è manichea neo-gnostica, che insegna che la divinità è duale e che Lucifero è uguale ad Adonay, con Lucifero il Dio della Luce e della Bontà, combattente per l’umanità contro Adonay, il Dio delle tenebre e del Male». Questo “Nuovo Rito Palladico Riformato” di Pike e Mazzini, ha dei legami con alcune vicende massoniche recenti. Infatti: «La Loggia massonica più infame in Europa è chiamata Loggia P2, la quale è stata interpretata come Loggia “Propaganda 2”, ma che dovrebbe piuttosto essere letta come “Palladismo 2”. La P2, ufficialmente, fu fondata nel 1966 da Giordano Gamberini, Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, con 18.000 membri. I fatti dicono che Giuseppe Mazzini e Albert Pike formarono, a Roma, un “Consiglio massonico palladico” che fu trasformato poi, nel 1877, in una Loggia massonica segreta chiamata “Propaganda Massonica”. Questa Loggia serviva ai massoni che visitavano la capitale da tutte le altre parti d’Italia e il re stesso ne era un membro. Più tardi, i suoi 23 Consigli divennero centri di terrorismo» (Juri Lina, “Architects of deception”, Referent Publishing, Stoccolma 2004).”

A parte la divertente affermazione di un Mazzini anarchico violento e la successiva creazione di una “loggia luciferina”, ci troviamo davanti al fatto “provato” (!) che Mazzini e Licio Gelli sarebbero collegati da un sottile ma “evidente” filo che nasce nel 1870 e finisce a Villa Wanda negli anni ottanta del XX secolo. Su questo preferiamo stendere un velo pietoso.

Ci troviamo davanti a due lettere “citate” eppure mai viste; ma nonostante ciò nel tam tam centrifugo di internet paiono essere diventate verità storiche. Tra l’altro, questione di non secondaria importanza, non esiste una prova di nessun tipo dell’affiliazione di Giuseppe Mazzini a qualsiasi loggia massonica, nonostante, e non sta a noi negarlo, la sua amichevole vicinanza con alcuni ambienti della Massoneria Nazionale.

Il fatto che il Risorgimento si andasse ad inserire in una situazione geopolitica che vedeva l’Italia al centro di contesa fra Inghilterra e Francia, ed il fatto comprovato che la Massoneria Nazionale abbia dato il suo certo contributo all’Unità d’Italia, non deve dare adito a gettare fango su quei patrioti che hanno sacrificato le proprie esistenze in nome dell’Idea Risorgimentale, che, volente o nolente, era nel destino della storia.

Se qualcuno un giorno ci mostrerà questa lettera, ne prenderemo atto e la giudicheremo mettendola insieme alle altre prove documentali di cui disponiamo. Nell’attesa la nostra posizione è quella di rigorosi ricercatori storici e quindi non possiamo che definire la questione sopra menzionata come una bufala.

Per chi volesse dilettarsi nella lettura di questo divertente (e assai diffuso) fiction book, ecco la versione digitale in pdf: william-guy-carr-pawns-in-the-game-1958

Riccardo Berti

(fonte)

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