Falsi storici e proiezioni: Mazzini e William Guy Carr

carr-pawns-gameSpesso si sente leggere, nell’etere, intorno alla presunta appartenenza di Mazzini o di altri personaggi storici legati al Risorgimento d’Italia a sette massoniche, gruppi esoterici o altre losche associazioni. Quantunque ciò talvolta sia vero (e ogni storico e patriota ha da denunciarlo a viva voce) spesso la paranoia e la proiezione ideologica fanno perdere di vista al ricercatore volenteroso qualsiasi buonsenso nella ricerca della verità. Come ci hanno insegnato molti la Storia si fa’ sui documenti. E’ evidente che tali documenti debbano essere inseriti in un contesto, tuttavia, di credibilità e di neutralità. Nel qual caso verrebbe il dubbio (che spesso si rivela reale) che si tratti anche qui di una volenterosa proiezione ideologica di qualcosa che non esiste. L’esempio più famoso, in questo, è sicuramente la presunta militanza di Giuseppe Mazzini in gruppi di cospirazione internazionale (Illuminati, Massoneria, etc.) o i presunti rapporti che intratteneva con figure facenti parte di questi stessi gruppi. In particolare per quanto riguarda l’esoterismo (o il satanismo) di Mazzini si fa’ molto spesso riferimento all’opera di William Guy Carr, un marinaio civile canadese il riporta una lettera di Albert Pike a Mazzini sostenendo d’averla trovata nella biblioteca del British Museum. Alcune considerazioni primarie da fare sull’autore, William Guy Carr e il libro in cui la lettera è riportata “Pawns in Game“:

– Carr non è uno storico, non ha educazione precisa su questo e i suoi libri pubblicati in precedenza non hanno caratteristiche di approfondimento storico. Carr non riporta nemmeno una copia dei documenti che sostiene di aver trovato, e opera un processo deduttivo, sostenendo la sua testi ideologica all’inizio del libro in questione (Pawns in Game) e procedendo alla sua dimostrazione.

– La lettera di Mazzini a Pike fisicamente non esiste (fino a prova contraria). In nessun epistolario di Mazzini ne’ le fondazioni ad esso dedicate riportano la lettera. Ovviamente non tutti i documenti della Storia debbono essere fisicamente consultabili, ma avendo Carr sostenuto d’averla letta personalmente, è quantomeno sospetto che non si riesca e reperirla.

– Precedenti lavori dello stesso autore (come “The Red Fog over America”) hanno un squisito carattere inquisitorio. Anche in Pawns in Game ad uso di un pubblico evidentemente militante si danno per scontati assunti che non lo sono: che la Rivoluzione Francese sia stata interamente mossa da satanisti, che sia la Rivoluzione russa che quella Americana siano state interamente finanziate da massoni. Tutte cose che non sono dimostrabili con sicurezza. Termini come “Atheism” o “Materialism” sono usati con disinvoltura ideologica, e non nel loro corretto uso accademico, soprattutto in accezione sempre negativa.

– Nella prefazione Carr ammette che tutto il libro gli è stato ispirato dalla Bibbia e dalla visione che tutta la Storia sia uno scontro tra le forze del male (Satana) e quelle del bene (Dio). Per quanto non sia antimetodologico avere sentimenti religiosi è tuttavia poco credibile qual’ora questi conducano tutta la propria “ricerca”. Nel libro l’autore spesso antepone la tesi (loro sono “cattivi”) e poi la dimostra selezionando a bella posta passi in cui ciò sarebbe dimostrato.

– Alla fine del libro Carr rivela l’esistenza di una “Federation of Christian Laymen“, un’associazione politica non partitica nordamericana. Alla fine del libro si trova il programma di questa associazione (improntata all’anticomunismo, all’antisocialismo, al gingoismo e al cristianesimo conservatore) e l’invito ad aderirvi con una piccola quota in denaro. Poco prima anche una personale proposta di Carr per salvare l’America dalle Quinte Colonne (stilata come un programma politico vero e proprio). Subito dopo un inno dell’associazione chiamato “Join the Crusade“.

– Il libro risente di una ben individuabile atmosfera da Guerra Fredda. Non furono pochi i programmi dei servizi segreti americani del tempo per foraggiare l’uscita di questi scritti per rafforzare la campagna di Maccartismo e di anticomunismo che già dilagava. Come dimostrano poi altri libri dell’autore egli era perfetto per un patriottismo anticomunista da spendere tra la classe media.

CONCLUSIONI

Il Libro “Pawns in Game” di William Guy Carr da cui è tratta la lettera tra Mazzini e Pike, che proverebbe l’adesione di Mazzini a pratiche esoteriche e/o apertamente sataniste e una sua collusione con certi centri di controllo, è poco attendibile. Come abbiamo visto sopra è un libro che manca delle fonti, con un chiaro indirizzo militante, che ha una tesi e la vuole dimostrare, e che soprattutto alla fine dello stesso si trasforma in un programma politico vero e proprio, con tanto di indicazione di finanziamento. Nella Storia non esistono Sancta Sanctorum, ma è bene che la volontà di diradare le nebbie della Storia istituzionale (troppo spesso ideologica anch’ella) non porti a prendere abbagli metodologici come questo.

Lorenzo Centini

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